Wunderkammer, 2013

Al contrario di tanta arte concettuale (non diciamo tutta, perché continuiamo a pensare che anche Isgrò vi abbia fatto parte), ogni opera di Emilio Isgrò ha bisogno di uno spettatore dalla memoria condivisa, di un pubblico, cioè, che ritrovi nell’opera il proprio vissuto e non solo le basi analitiche del proprio comunicare.

Se si pensa ai luoghi comuni dell’Arte Concettuale, si direbbe che l’attitudine analitica non può coincidere con una vocazione profetica: l’opera di Emilio Isgrò è lì a smentire questa credenza.

Marco Meneguzzo, Quarantanove aforismi su Isgrò e un’intervista con Emilio, in “Fratelli d’Italia”, catalogo della mostra, Palazzo delle stelline, Milano, 2009, p. 12,14.

Scheda tecnica
Wunderkammer
2013
Tecnica mista su tela montata su legno
136x199 cm
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