Poesia Jacqueline, 1965

Come si guardano, come si leggono le mie opere. Prendiamo Jacqueline, che è una delle cose più tipiche. In un grande campo retinato, privo di figure, una freccia nera indica un punto, un vuoto. Sotto si legge una didascalia: “Jacqueline (indicata dalla freccia) si china sul marito morente". Tutto è dato da una calcolatissima struttura di segni, eppure tutto è affidato allo spettatore. Ciò che lo spettatore cerca non è quello che vede.

Emilio Isgrò, La domanda, in “Teoria della cancellatura”, catalogo della mostra personale, Milano, Fonte d’Abisso, 1990, pp.32-33.

Scheda tecnica
Poesia Jacqueline, 1965
104x146 cm
tela emulsionata
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