Grande cancellatura per Giovanni Testori, 2014

E come ogni downtown che si rispetti (a Londra c’è Richard Serra, a New York Robert Indiana) non poteva mancare un’opera d’arte pubblica per coronare lo spazio e dargli un’identità. Ecco allora, su una cresta di cemento che guarda a sud, incisa a lettere cubitali da Emilio Isgrò, il maestro concettuale che ha eletto la cancellatura a forma d’arte, una frase di Giovanni Testori dal Ponte della Ghisolfa a cui Isgrò ha sottratto con le sue abrasioni molte parole, per restituirne un sunto intenso, un messaggio fra le righe. “Del ponte che i lampioni illuminavano/di tremore smisurato/altrove” si legge fra i lunghi segni neri che coprono le parole non dette. Il risultato è poetico. “Un omaggio a un luogo che era terra di Testori e che dal ponte della Ghisolfa porta alla sua amata Bovisa” racconta Isgrò ricordando l’amicizia con il letterato di Novate. “Amava il mio lavoro nonostante detestasse le avanguardie con tutto il cuore. Scegliere le sue parole per il Portello è come rievocare le sue storie; sentivo le voci di Rocco e i suoi fratelli sovrapporsi a quelle degli operai che lavoravano al cantiere. Un’opera d’arte pubblica ha un valore culturale e deve connettersi con lo spirito del posto”.

Chiara Gatti, Un’opera di Isgrò per Testori nella nuova downtown al Portello, “La Repubblica” edizione di Milano, 12 giugno 2014, p.15.

Scheda tecnica
Grande cancellatura per Giovanni Testori, 2014
2,47x23,40 mt
bassorilievo su pietra
piazza Gino Valle, Milano
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